Lezione di giornalismo da papa Francesco

Papa Francesco ha tenuto una breve lezione di giornalismo alla delegazione del Premio internazionale “Biagio Agnes” in visita in Vaticano. Il pontefice ha voluto sottolineare alcuni concetti già magistralmente espressi nell’enciclica Laudato sì richiamando l’attenzione sui pericoli del “rumore dispersivo dell’informazione che a volte non è completa, ma selezionata secondo i propri interessi, siano essi politici, economici o ideologici. Occorrerebbe, invece, assicurare un dibattito scientifico e sociale responsabile e ampio, in grado di considerare tutta l’informazione disponibile e di chiamare le cose con il loro nome”.

Un passaggio del breve discorso lo ha voluto dedicare alla trasformazione in atto nel mondo dei media: “Spesso mi capita di vedere, in occasione di viaggi apostolici o di altri incontri, una differenza di modalità produttive: dalle classiche troupe televisive fino ai ragazzi e ragazze che con un telefonino sanno confezionare una notizia per qualche portale. O anche dalle radio tradizionali a vere e proprie interviste fatte sempre con il cellulare. Tutto questo dice che stiamo vivendo una trasformazione pressante delle forme e dei linguaggi dell’informazione. Può essere faticoso entrare in questo processo di trasformazione, ma è sempre più necessario se vogliamo continuare a essere educatori delle nuove generazioni. Infatti, essere giornalista ha a che fare con la formazione delle persone, della loro visione del mondo e dei loro atteggiamenti davanti agli eventi. E’ un lavoro esigente. Non esistono ricette – ha concluso Bergoglio, – ma vorrei sottolineare tre parole: periferie, verità e speranza”.